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Presentazione corsi

Corso di preparazione alla professione ed all'esame di avvocato della Scuola Forense "Vittorio Emanuele Orlando"

Care Dottoresse e Cari Dottori,

benvenuti nella Scuola Forense dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

Vi accolgo, con il Presidente, con i Consiglieri dell’Ordine presenti e con i Coordinatori della Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”.

Dal 2014 la Scuola Forense è gestita da una Fondazione dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ma resta una sua costola e ricordo sempre l’importanza di averla denominata, nell’atto costitutivo della Fondazione, anche Scuola per l’Avvocatura dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

La presenza ed il saluto degli esponenti di vertice, della Scuola e dell’Ordine, è una chiara testimonianza dell’indirizzo politico - forense della nostra Istituzione, che ritiene necessario difendere la professionalità degli avvocati attraverso il loro aggiornamento professionale e dedicando energie alla formazione dei giovani laureati che hanno scelto di divenire avvocati e che chiedono di essere aiutati in questo percorso che va dall’Università … alla Toga.

Parte dell’opinione pubblica, quella meno colta o che ascolta persone in mala fede, ha pensato che noi avvocati fossimo il problema della giustizia anziché l’ultimo baluardo per il concreto esercizio del diritto di difesa.

Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, perché condividiamo i problemi e cerchiamo le soluzioni insieme ai magistrati, al Presidente della Corte di Appello e del Tribunale di Roma.

Con loro discutiamo dell’organizzazione degli uffici e delle carenze di organico, cerchiamo nuove risorse per migliorare l’efficienza del servizio giustizia e curiamo molte iniziative congiunte di aggiornamento professionale.  

L’Avvocatura romana sta compiendo, con l’Ordine, il massimo sforzo per migliorare l’efficienza degli uffici, i tempi di risposta alla domanda di giustizia, anche migliorando la qualità degli atti e dei provvedimenti giudiziali che, come insegneremo ostinatamente quest’anno nella Scuola Forense, in tutte le materie, devono essere orientati alla sinteticità e alla chiarezza.

La capacità di sintesi negli atti degli avvocati non può misurarsi in un numero prestabilito di pagine, come il legislatore aveva pensato sbrigativamente di fare ma, come affermato dal Consiglio di Stato (sez. III, 12.6.2015, n. 2900), “L’essenza della sinteticità, prescritta dal codice di rito [c.p.a.], non risiede nel numero delle pagine o delle righe in ogni pagina, ma nella proporzione tra la molteplicità e la complessità delle questioni dibattute e l’ampiezza dell’atto che le veicola”.

Scrivere poco e bene, continuando ad utilizzare retorica, argomentazione e tecniche di persuasione in spazi più limitati ed utilizzando un linguaggio giuridico appropriato, costituisce anche la sfida formativa del corso che oggi iniziamo perché i coordinatori delle aree vi orienteranno subito sul metodo casistico e pratico che abbiamo affinato negli anni e che applichiamo per coinvolgervi e per alimentare, in voi, la passione necessaria per essere Avvocati.

Nelle 186 ore che trascorreremo insieme il termine “lezione”, quando sarà utilizzato, non sarà mai sinonimo di “punizione esemplare” perché sarete protagonisti del dibattito e della ricerca delle soluzioni alle questioni, ai casi che vi sottoporremo.

Sono qui i coordinatori dell’area di diritto processuale civile e del diritto amministrativo, Emanuele Ruggeri e Francesco Miraglia e i coordinatori dell’area diritto civile, Dario Farace, e diritto penale, Luigi Panella.

Ve lo illustreranno meglio, ma in sintesi estrema, dal caso e dalla sentenza ricaviamo i principi, per poi tradurli in un parere o in un atto. I materiali vengono resi disponibili, dai Docenti, sul sito della Scuola (www.scuolaforenseroma.it), di cui vi parlerà più in dettaglio l’Avv. Ruggeri.

Cureremo certamente la preparazione specifica all’esame, attraverso la redazione di pareri e di atti giudiziari in aula, impostandovi per l’esame (salvo un nuovo possibile differimento nella legge di conversione del decreto milleproroghe di questa settimana) senza codici annotati con la giurisprudenza, che rendono gli elaborati inutili ed omologati “copia/incolla” di decisioni, lì rinvenute, anziché una prova di ragionamento su principi ed istituti. Le prove saranno corrette individualmente, quest’anno con maggior cura e qualche elemento di novità, nel breve commento sulle schede anche in caso di esito sufficiente; e poi discusse collettivamente in aula.

Non siamo soli, in Italia, a lavorare così per i giovani che si avvicinano alla professione.

Siamo gli unici che lo fanno gratuitamente, nel Foro più grande d’Italia, il terzo per consistenza numerica degli iscritti dopo Madrid e Parigi, poiché il modesto contributo che avete versato serve a sostenere in parte i costi di gestione e organizzazione del corso, non certo a remunerare i Docenti e i Tutores che si impegnano per la Vostra formazione.

Ed offriamo un corso di grande qualità che prepara all’esame ma anche alla professione.

Per questo lavoreremo anche sui comportamenti, illustrando i doveri ed i divieti deontologici, rendendo tutti i colleghi più consapevoli della responsabilità sociale insita nel Ministero del Difensore, che non può essere ridotta nei limiti del mandato.

Si tratta di un corso impegnativo, per tutti, e riteniamo che lo sforzo dei docenti della Scuola, sino alla fine del mese di novembre, sarà utile ad integrare quanto state imparando negli studi legali, dai vostri Maestri, visto che il loro insegnamento ed il loro esempio resta “la scuola” prioritaria.

Anche questo corso, che dirigo per il 9^anno, si svolge in regime di facoltatività della frequenza.

Ma coloro che si iscriveranno al Registro dopo il 31 marzo 2020 dovranno obbligatoriamente prepararsi anche nelle Scuole Forensi istituite dagli Ordini, dalle associazioni forensi o da altri “soggetti previsti dalla legge” e accreditati.

Aiutati dal personale dipendente dal Consiglio dell’Ordine e dalla Fondazione, che molti di Voi hanno già avuto modo di incontrare nella fase di iscrizione e che costituiscono un sicuro punto di riferimento sul piano organizzativo, cerchiamo di vincere la causa più importante, prepararvi adeguatamente non solo all’esame di abilitazione, al “saper fare”, ma anche al “perché si fa”.

Ad essere avvocati non a fare gli avvocati.

Chiedo, a questo punto, per i docenti che vi accompagneranno durante il corso, e per la loro disponibilità, un acconto di applausi.

Anche quest’anno siamo riusciti a far accedere alla Scuola tutti coloro che hanno fatto domanda e che potranno sostenere l’esame a dicembre 2020.

Vogliamo che gli Studi Legali della Capitale possano scegliere presso la nostra Scuola Forense i migliori allievi ed offrire opportunità di inserimento più confacenti alle loro propensioni.

Altre poche ma fondamentali regole di comportamento.

Raccomando:

  1. di non circolare nei corridoi del Palazzo e di non fermarvi nel piazzale, sotto la statua della giustizia o sotto i giureconsulti di pietra, a mangiare panini;
  2. di non uscire dall’aula durante la lezione e di non uscire dal Palazzo se non durante i 15 minuti di pausa tra il primo e il secondo modulo della giornata;
  3. di andare nelle logge superiori solo quando non trovate più posto in sala;
  4. se arrivate in ritardo, quando il docente ha iniziato la lezione, non insistete con il personale perché non potrà più registrare la Vostra entrata, ma accedete alle logge per non disturbare;
  5. nessuno pensi di alzarsi ed uscire mentre il docente sta parlando per essere il primo ad andar via, come allo stadio. In cinque minuti registrerete l’uscita anche se attendete la fine della lezione.

La violazione di queste poche regole di comportamento potrà comportare l’immediata esclusione dal corso perché così è stato disposto da una delibera consiliare mirata a rispettare le esigenze di decoro e di sicurezza del palazzo.

Auguro a tutti i giovani allievi iscritti alla Scuola di raggiungere presto, con sacrificio e pazienza, l’obiettivo che ora li vede impegnati insieme ai generosi Docenti e Tutors.

Sostenetevi ed incoraggiatevi sin dai primi passi del Vostro percorso professionale, perché gli avvocati hanno bisogno di valorizzare il rapporto di colleganza, quello che vi farà incontrare come avversari in Aula e come amici fuori.  

Buon lavoro a tutti.

 

Il direttore
Avv. Riccardo Bolognesi